Welfare aziendale e circuiti di credito commerciale

In che modo le monete complementari possono favorire l’utilizzo e la crescita del welfare aziendale senza che questa nuova pratica gravi sulle casse delle aziende e soprattutto delle aziende medio piccole?

In che modo le monete complementari possono favorire l’utilizzo e la crescita del welfare aziendale senza che questa nuova pratica gravi sulle casse delle aziende e soprattutto delle aziende medio piccole?

La risposta è semplice, ma per arrivarci dobbiamo intanto chiarire di cosa si parla quando si tratta di Welfare aziendale.

Chiamato anche “secondo welfare” e sostenuto dall’abbattimento del cuneo fiscale, è un settore in fortissima espansione: i contratti attivi nel 2014 avevano al loro interno misure di welfare aziendale solo nel 10% dei casi, Nel 2017 più del 20% dei contratti prevede benefici verso i dipendenti che rientrano in questo settore.
Tuttavia, alcune criticità ci sono, e riguardano soprattutto le piccole e medie imprese, vediamo perché: corsi di lingue, abbonamenti ai mezzi pubblici, visite mediche rimborsate, asili aziendali, addirittura budget da spendere in cibo sono alcuni dei tantissimi campi in cui le aziende possono spendere soldi ottenendo benefici fiscali quando sono spese fatte a beneficio dei dipendenti. Non solo, le imprese possono contrattare anche costi più bassi perché gli acquisti sono fatti su vasta scala. E anche per questo, sono proprio le Pmi a fare più fatica nell’utilizzare uno strumento che può fornire servizi e benefit non monetari a favore dei propri dipendenti per contribuire al benessere psicofisico, e quindi alla soddisfazione e dunque ad un miglior rendimento, di questi ultimi. Non di filantropia si tratta quindi, ma di logica economica: per avere una forza lavoro motivata, soddisfatta e fedele all’azienda grazie a questo strumento si investono meno risorse e in maniera più intelligente e soprattutto più utile per lo stesso dipendente.

 

La regione Piemonte è in questo campo all’avanguardia, grazie al programma “WECARE – Welfare Cantiere Regionale” che prevede di sostenere appunto iniziative di welfare aziendale oltre a stimolare processi collaborativi sui territori, facilitare la sperimentazione di servizi innovativi, spingere la crescita di iniziative imprenditoriali, e le iniziative di sperimentazione. L’innovazione sociale dei territori e una nuova concezione delle politiche sociali, vengono interpretate dalla Regione come motore dello sviluppo locale, puntando sulla sperimentazione di azioni innovative di welfare territoriale, sul sostegno a progetti di innovazione sociale per il terzo settore, sul rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente desiderabili e – appunto – la promozione del welfare aziendale.

 

Che può essere fatto – grazie all’utilizzo di monete complementari – sia nel modo “tradizionale”, e cioè acquistando beni o servizi per i dipendenti senza però utilizzare gli euro e intaccare preziosissima liquidità, sia ancor più semplicemente fornendo direttamente monete complementari ai propri dipendenti e collaboratori da premiare o fidelizzare lasciando a loro la possibilità di scegliere come e in cosa investirli.

 

Perché, ricordiamolo sempre,  un buon piano di “benessere aziendale” è un’ottima misura per “fidelizzare” il lavoratore e spingerlo a partecipare sempre più alla vita dell’impresa, incrementando la sua produttività, con l’ulteriore vantaggio di abbattere il tasso di turn-over del personale.

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