Katia e Bartolomeo di Agripiemonte, da due anni grandi animatori del circuito

Edilizia, ristorazione, consulenza, web marketing, forniture industriali, sono solo alcuni dei settori che Agripiemonte ha voluto con sé nel circuito. Bartolomeo è una persona di grande competenza e professionalità e di grande comunicatività. Un fiume in piena quando parla del circuito, degli aderenti che già ci sono e di quelli che gli piacerebbe coinvolgere, fermato […]

Edilizia, ristorazione, consulenza, web marketing, forniture industriali, sono solo alcuni dei settori che Agripiemonte ha voluto con sé nel circuito.

Bartolomeo è una persona di grande competenza e professionalità e di grande comunicatività. Un fiume in piena quando parla del circuito, degli aderenti che già ci sono e di quelli che gli piacerebbe coinvolgere, fermato solo dalla grazia della moglie Katia che gli ricorda che si è fatto tardi…

Da quanto tempo Agripiemonte è nel circuito?

Sono due anni ad aprile. Ho conosciuto questa realtà grazie ad un’amica che lavorava per i circuiti di credito commerciale in Italia e che, comprendendo il mio interesse, mi ha detto che in Piemonte potevo prendere contatto con Piemex. Mi sono fidato del consiglio ed oggi eccomi qui, soddisfatto della scelta, e riconoscente verso di lei.

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aderire?

Innanzitutto il fatto di poter acquisire nuovi clienti, ma anche di potermi confrontare apertamente con altre aziende sulle difficoltà quotidiane che noi imprenditori dobbiamo affrontare. Forse inizialmente il motivo principale è stata anche la possibilità di avere la certezza nei pagamenti e questo è certamente uno degli elementi chiave che muovono le transazioni tra gli aderenti.

Nel tempo però sono nati rapporti di vera amicizia e stima reciproca. Il circuito ci ha permesso di andare oltre agli aspetti commerciali passando a quelli umani, e questo è stata una piacevole sorpresa. Oggi, se riesco, cerco di passare di persona a fare le consegne alle aziende con cui lavoro, perché mi piace ritornare davvero al valore della stretta di mano.

Com’è cambiato il circuito da quando Agripiemonte ha aderito?

Nella mia zona è radicalmente cambiato. Siamo entrati da soli, non c’era neanche un’azienda aderente intorno a noi, era tutto da costruire. All’inizio è stato difficile, non lo nego, ma “il circuito siamo noi” e se ci crediamo davvero dobbiamo contribuire attivamente alla sua crescita, perché va a vantaggio di tutti. Non abbiamo aspettato che fosse soltanto Piemex a crescere per noi ma ci siamo impegnati in prima persona. E oggi, da un lato grazie alla massima disponibilità dei broker che ci affiancano nell’operatività e dall’altro alla correttezza delle aziende cha abbiamo avuto occasione di conoscere, il Piemonte Sud è in rapido e armonico sviluppo.

Agripiemonte è parte attiva nella crescita del circuito: ci descrivi come.

Ogni azienda che crede in un network e crede nella forza del gruppo deve diventarne parte attiva in modo spontaneo. Se ci si trova bene, credo che venga naturale suggerirlo. Io lo propongo agli amici, prima ancora che agli imprenditori. Poi è chiaro che se un’azienda può essere un fornitore ideale da coinvolgere ed è funzionale alla crescita del circuito si approfondiscono bene tutti gli aspetti, ma per questo ci sono i consulenti di Piemex, che ogni giorno sono impegnati nel costruire e far crescere il gruppo.

Ci racconti alcuni lavori fatti nel circuito?

Ho venduto la mia carne e le mie verdure ai ristoranti, e ho fornito persino i prodotti per l’aperitivo di alcuni meeting di Piemex. Inoltre a Natale dello scorso anno ho lavorato molto bene con la fornitura dei cesti regalo.

E poi ho la grande soddisfazione di poter proporre i prodotti di alcune aziende aderenti a Piemex della filiera alimentare nel punto vendita che abbiamo al Borgo Medievale di Torino. Oltre ai nostri prodotti abbiamo infatti già in vendita vini, birre, biscotti, torte e prodotti per celiaci e stiamo valutando di ampliare la gamma ad altre tipologie.

Un aneddoto particolare o qualcosa che avete comprato e che non vi sareste potuti permettere?

La nostra azienda, e la nostra casa, sono in una cascina storica del 600, con una struttura rarissima il “mattone faccia a vista con intonaco a riga”. Qualche tempo fa abbiamo dovuto rifare una parte della facciata ed un artigiano ci ha fatto i lavori talmente bene, utilizzando addirittura calci antichizzate, che oggi, persino noi, abbiamo difficoltà a riconoscere la parte restaurata.

E per tutto il resto passo la parola a mia moglie. Katia: “ho potuto finalmente comprare un estrattore che desideravo da tempo, proprio grazie ad una promozione che ho visto sul portale Piemex, ma ancora meglio, abbiamo finalmente ripreso a fare le vacanze, dopo anni di sacrifici e di duro lavoro. E la festa dei 50 anni? In Piemex ovviamente. In un ristorante dove ormai lo chef è un amico più che un cliente. Ed è proprio il ritorno al contatto con le persone e alla soddisfazione reciproca tra le aziende che ci appaga e ci motiva ancora di più a stare nel circuito”.

Quando parli di Piemex e dei valori condivisi come reagiscono le aziende che non lo conoscono?

Dipende dalla sensibilità delle persone. Se l’imprenditore si fida di me ed ha una mentalità innovativa alla ricerca di nuove soluzioni per la sua azienda è più facile, se il rapporto è solo professionale è più difficile, ma non impossibile. Si tratta solo di intraprendere insieme un percorso di cui noi siamo assolutamente convinti. Un buon imprenditore deve guardare oltre e vedere gli spazi che altri non vedono.

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