Quando carpenteria fa rima con femminilità

Cristina Argentero rappresenta la seconda generazione in un’azienda dalle connotazioni tipicamente maschili, la carpenteria metallica, che lei porta avanti con l’energia e la grazia che contraddistingue le donne imprenditrici.

Talvolta la storia delle persone è una chiave di lettura importante per capirne la personalità e le scelte di vita. Per questo vogliamo aprire l’intervista a Cristina Argentero con il racconto di un episodio che risale a quarant’anni fa. È una storia particolare legata al terremoto del Friuli del 1976.
Racconta Cristina: «papà in quel periodo lavorava con una cooperativa edile biellese che si occupava della costruzione di molte case popolari e noi come Carpenteria ci occupavamo di mettere i serbatoi per il gasolio. Quando c’è stato il terremoto il referente della cooperativa ha detto che loro sarebbero partiti per aiutare nella ricostruzione e ha proposto a papà di andare con loro. Lui non ci ha pensato due volte ed è partito, portando anche la mamma con lui. In Friuli c’era tanta disperazione, ma tanta dignità.
Sono andati proprio vicino a Gemona, sono stati ospitati in un albergo dove avevano tutto il terzo piano a disposizione, mamma ne era estasiata, poi quando hanno scoperto quanto si sentisse il terremoto ai piani più alti, hanno capito che nessuno ci voleva stare perché da lì era più difficile scappare durante le scosse.
Dopo aver finito i lavori e aver posato tutti i serbatoi, papà prima del ritorno aveva il camion vuoto, pronto per il rientro a casa. In quel momento i friulani hanno visto che aveva spazio a disposizione e gli hanno caricato una intera fornitura di piastrelle. Era il loro modo di ringraziare e di sdebitarsi, utilizzando quello che avevano a disposizione. Quelle piastrelle sono oggi ancora nel nostro capannone e negli uffici.
Ormai il pavimento è un po’ logoro e sarebbe da sostituire, ma devo dire che non ho proprio il coraggio di farlo. Sono un ricordo così importante per me, sia di papà e di quanto aveva fatto in sostegno di una popolazione colpita così duramente, sia della solidarietà sincera che aveva connotato quel periodo.
Papà era proprio così, era una persona che ogni volta che andava a fare delle consegne tornava con qualcosa in cambio, per lui c’era sempre una buona occasione di fermarsi un attimo con le persone e di instaurare con loro un rapporto che andasse oltre il semplice lavoro. Quando andava a fare delle consegne al ritorno ogni volta ci diceva che avremmo dovuto comprare i prodotti dei nostri clienti, anziché andare da altri. Una volta ha persino portato a casa una mucca. Viva!!! Pensate alla reazione di mia mamma. Un’altra volta abbiamo portato a casa “la Michelina”, un porcellino vivo, destinato alla cottura, ma che in realtà non abbiamo mai mangiato».

Questo racconto, che ripercorre momenti lontani nel tempo descrive un imprenditore sensibile e aperto a fare rete con gli altri, quasi un precursore dei valori espressi in Piemex e nei circuiti di credito commerciale.

Cristina, da quanto tempo sei nel circuito e quali sono le ragioni che ti hanno spinta ad aderire?

Sono nel circuito da due anni e mezzo (sono stata la seconda azienda di Biella ad aderire e la prima azienda femminile). Mi è piaciuta subito l’idea di accomunare le imprese con una modalità di aiuto reciproco; trovo inoltre che sia un gruppo pulito di persone dove c’è rispetto reciproco.
Si fanno accordi commerciali ma si fanno in modo “carino”. Quando mi chiama un potenziale cliente qualificandosi come Piemex io sono più tranquilla che nel mercato tradizionale.

Come è cambiato il circuito da quando hai aderito?

È cambiato decisamente in meglio, perchè noi siamo stati dei pionieri, quindi in questi anni lo abbiamo visto crescere molto. Il nuovo portale su cui si lavora è molto semplice. Da parte nostra abbiamo una buona visibilità e c’è un ottimo ventaglio di offerte delle aziende aderenti. Ogni settimana mi viene voglia di comprare qualcosa. Le newsletter con le offerte sono precise e puntuali e gli eventi di networking sono un elemento importante per creare o rafforzare le relazioni.

Ci vuoi raccontare un aneddoto particolare avvenuto nel circuito

Recentemente siamo stati contattati da un’azienda che fa cucine e allestimenti professionali per alberghi e io subito mi sono chiesta che cosa avremmo potuto fare per loro. Ricordiamoci infatti che il nostro core business sono i serbatoi industriali. Loro ci hanno detto che stavano spostando il magazzino e avevano bisogno di tavoli di appoggio e di un piano di lavoro particolarmente resistente. Li abbiamo progettati e realizzati su misura per loro.
Quando li ho chiamati per sapere se erano soddisfatti erano “felici” e mi hanno detto che erano di una robustezza incredibile e che facevano proprio al caso loro, tanto che ci hanno chiesto se possono suggerirci come fornitori anche ad altre aziende. Ci mancherebbe, certo!
L’importanza e il valore del nostro lavoro è proprio il fatto che non c’è nulla di standardizzato, che tutto è sempre in divenire. Ogni oggetto fa storia a sé.
Mio marito mi ha persino fatto una sorpresa e ha realizzato per l’ingresso del mio ufficio una pensilina a forma di ombrello aperto, bellissima. E pensare che l’ho vista nascere pezzo a pezzo e solo in fase di verniciatura mi sono resa conto a cosa era destinata.

Ci descrivi qualcosa che hai comprato all’interno del circuito che non avresti potuto avere diversamente

Per l’azienda ho comprato un nuovo computer, ho fatto la manutenzione agli estintori in azienda, ho cambiato le gomme al furgone (è stato il “battesimo di Piemex” per mio marito che fino a quel momento era stato scettico sulla mia decisione di aderire al circuito) e poi ho potuto concedermi qualche soddisfazione per me.
Io dico che in azienda ho sempre il portafoglio in mano, ho sempre qualche spesa da fare.
Invece ho potuto prendere un’asciugatrice per casa che desideravo da tempo e sono stata davvero felice quando mi sono resa conto che avevo la possibilità di comprarla in Piemex, sono anche andata da Genoveffa, bellissimo negozio di abbigliamento in centro a Biella, che mi ha trattato benissimo, ho trovato cose davvero meravigliose e non mi sono mai pentita di aver speso. Anche l’altro giorno sono entrata per comprare una camicia bianca e sono uscita con un paio di pantaloni blu. In Piemex posso permettermi delle spese personali e posso finalmente coccolarmi.

Ho parlato del circuito anche a un ingegnere che fa lavori edili grossi, che ho incontrato recentemente, lui ha condiviso subito i valori e i vantaggi e credo che ne parlerà alle sue titolari, che, oltretutto sono donne. La sensibilità nel comprendere le caratteristiche dei circuiti di credito commerciale dipende molto dalle persone con cui si parla.

Come utilizzi di solito il circuito?

Come sapete noi piccoli imprenditori mettiamo tutto in azienda, l’azienda è la nostra vita e non possiamo farne a meno, quindi molto spesso le spese personali passano in secondo piano, pensando che ci sono altre priorità.
Per trarre i maggiori vantaggi dal circuito l’importante è farsi venire in mente che esiste la possibilità di spesa in crediti Piemex quando nasce un’esigenza e cercare sempre sul portale se c’è qualche aderente a cui rivolgersi.
Vorrei raccontare infine una bellissima esperienza: sabato scorso ho fatto la visita della Torino Magica con Somewhere Tour. Trovo che sia davvero importante valorizzare con gusto le bellezze che abbiamo sul nostro territorio, e loro lo fanno con assoluta maestria, la guida e l’organizzazione sono state perfette. Pensa che eravamo in centro, in Piazza Castello e d’improvviso, quasi dal nulla sono comparsi degli attori… ma solo dopo un attimo abbiamo capito che erano degli attori, che hanno animato un suggestivo racconto della vita e dei costumi dei Savoia. Una vera magia.

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